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INTOLLERANZA al LATTOSIO: come SUPERARE il PROBLEMA.

30/01/2014

Lactosì dispone di un elevato contenuto di lattasi
Lactosì dispone di un elevato contenuto di lattasi
Si sente sempre più parlare di intolleranza al lattosio: se non ne soffriamo in prima persona, quasi sicuramente conosciamo qualcuno che ne è afflitto. E sono in molti a confondere questa problematica con le reazioni allergiche, mentre si tratta di due situazioni molto differenti.
Per affrontare in modo sano e corretto un’intolleranza, e per imparare a gestirla, dobbiamo comprendere veramente quale problema si cela dietro alle parole intolleranza al lattosio. Vediamo di capire in modo semplice e per gradi, cosa succede quando una persona si trova a dover gestire questa situazione.

La storia del lattosio che ingeriamo

Il lattosio è lo zucchero principale del latte. È costituito da due unità legate tra loro: il glucosio e il galattosio.
Quando assumiamo cibi che contengono lattosio, questo arriva fino all’intestino. Qui, normalmente, si trova un agente specifico (un enzima) chiamato lattasi, che digerisce il lattosio, ovvero lo scinde nei suoi due componenti: come una forbice che taglia la funicella che lega glucosio e galattosio. Questa azione di scissione è fondamentale perché glucosio e galattosio possono essere assorbiti dall’intestino solo uno alla volta, non legati insieme come nel lattosio.
 

L’intolleranza al lattosio

Le persone intolleranti al lattosio producono poca lattasi, problema che può essere congenito o acquisito con l’età (a volte può anche essere transitorio, conseguente ad alcune malattie).
 

Cosa succede quando una persona intollerante assume lattosio?

All’arrivo del lattosio, la poca lattasi, che si trova nell’intestino, inizia a svolgere il suo compito, scindendo quanto più lattosio possibile. Ma se la quantità di lattasi non è sufficiente, non riesce a occuparsi di tutto, e parte di questo zucchero procede oltre, passando a un’altra zona dell’intestino, decisamente diversa: il colon. Questo tratto intestinale è popolato da microscopiche creature: la flora intestinale, di cui tanto spesso si parla, e che è tanto importante per il benessere dell’organismo.
Alcuni tra i microorganismi della flora sono molto golosi di lattosio, e in un certo senso lo “mangiano” usandolo per ricavarne energia, tramite la fermentazione. Gli scarti di questo processo sono molti gas diversi, tra i quali l’idrogeno.
Come se non bastasse, la presenza di lattosio nel colon richiama acqua. L’intestino allora si riempie di liquidi e gas, causando i sintomi tipici dell’intolleranza: distensione addominale, dolorosi crampi addominali, diarrea, flatulenza, meteorismo.
 

È possibile “curare” l’intolleranza al lattosio?

Quasi sempre, quando compare l’intolleranza al lattosio, questa diviene una condizione che persiste per tutta la vita. D’altra parte non esistono terapie in grado di aumentare la capacità dell’intestino nel digerire il lattosio. Solo in alcuni casi questa intolleranza può essere temporanea, ovvero quando la riduzione della quantità di lattasi è la conseguenza di un danneggiamento dell’intestino causato da particolari farmaci o malattie. In questi casi, quando il danno dell’intestino viene risolto, l’intolleranza scompare.
Comunque i sintomi dell’intolleranza si possono ovviare attraverso abitudini alimentari adeguate che consentono di evitare sia la comparsa dei disturbi, sia il rischio di carenze di sostanze nutritive importanti per il benessere dell’organismo.
È bene sapere poi che esistono intolleranze al lattosio con effetti diversi; alcune persone soffrono solo di un leggero deficit di lattasi e questo consente loro di assumere comunque una certa quota di lattosio senza problemi.
Ogni persona può inquadrare il proprio livello di intolleranza, imparando ad auto-regolarsi nell’assunzione di cibo.

Chi è intollerante al lattosio può correre dei rischi per la propria salute?
Di base, no, però la sua alimentazione deve essere varia ed equilibrata, in modo da ottenerne la quantità adeguata di calcio, sostanza indispensabile prima di tutto per la salute di ossa e denti.
 
Il latte è proprio da evitare?
La quantità di latte che gli intolleranti al lattosio possono consumare, varia a seconda di quanto lattosio viene assunto da altri alimenti durante la giornata. Mediamente, una buona parte di persone intolleranti riesce a consumare senza disturbi circa 12 grammi di lattosio al giorno (equivalenti a circa 250 ml di latte vaccino). Per le persone che non vogliono sostituire il latte con alimenti di pari valore nutritivo, è consigliabile assumere il latte insieme a cibi solidi i quali possono diminuire la velocità con cui il cibo passa dallo stomaco all’intestino tenue. Se il lattosio ha un percorso più lento nell’intestino, è possibile digerirlo con maggiore facilità. Esistono anche i latti con un contenuto ridotto di lattosio o addirittura senza.
 

E lo yogurt?

Solitamente lo yogurt (tranne quelli con crema di latte) è maggiormente tollerato rispetto al latte perché contiene meno lattosio e anche perché i fermenti lattici presenti possono aiutare a digerirlo.
 

Per quanto riguarda i formaggi?

Nei formaggi la presenza di lattosio è varia e comunque diminuisce in combinazione con l’allungamento del periodo di stagionatura. Ecco perché conviene scegliere i formaggi stagionati rispetto a quelli freschi. I formaggi tipo Grana o Parmigiano hanno un contenuto di lattosio che si avvicina allo zero.
 

Ma…

Esistono persone la cui intolleranza è così elevata da essere costrette ad eliminare qualsiasi fonte di lattosio dalla propria alimentazione.
Purtroppo, a volte il lattosio è presente in cibi che sembrerebbero essere oltre ogni sospetto (come preparati per purè, salumi…) o in alcuni farmaci. Inoltre non sempre possiamo sapere che cosa si cela nel nostro piatto, per esempio quando mangiamo pasti preparati da altri, come in mensa o al ristorante.
Per tutte queste situazioni potrebbe rivelarsi utile l’assunzione di integratori alimentari per favorire la digestione del lattosio. Lactosì di Naturando è uno di questi integratori.
 
Come funziona Lactosì?
Lactosì apporta un elevato quantitativo di lattasi che, giunta nell’intestino, può scindere il lattosio là dove il lavoro dell’organismo non riesce a stare al passo con la quantità di zucchero ingerita.
L’alto quantitativo di lattasi, apportato con Lactosì, garantisce la digestione del lattosio in tempi utili, scongiurando il pericolo di innescare i sintomi dell’intolleranza.
 
Lactosì dispone di un elevato contenuto di lattasi
Una capsula di Lactosì, grazie all’elevato contenuto di Lattasi (14.000 unità FCC), è in grado di digerire, con efficienza, circa 5 grammi di lattosio, l’equivalente di 100 ml di latte. Una semplice tabella contenuta nella confezione riporta i quantitativi di lattosio nei cibi più comuni, permettendo di regolare le dosi da assumere.
Le specifiche capsule gastroresistenti garantiscono il sicuro arrivo della lattasi nell’intestino.

Lactosì contiene anche:
  • Finocchio - Grazie alla sua azione sul riequilibrio dei gas intestinali, collabora con la lattasi per il mantenimento di un intestino sano;
  • Argilla bianca - Completa la composizione del prodotto.






Queste informazioni offerte dal sito internet Naturando hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il consiglio del medico. I curatori di queste informazioni non si assumono alcuna responsabilità per eventuali conseguenze derivanti da un uso diverso da quello puramente divulgativo. Leggere le avvertenze prima di assumere il prodotto.



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