Quanto sarebbe bello spegnerli per sempre”, è il primo pensiero di chi soffre di acufeni e si trova a leggere questo articolo.

Quando non si tratta più di un semplice e saltuario ronzio nell’orecchio ma si avverte più volte al giorno, più giorni o continuativamente, allora la problematica si fa più seccante e la domanda sorge spontanea: esiste un modo per evitare questi fastidiosi acufeni?

Sebbene una soluzione definitiva ad oggi non sia nota, tuttavia possiamo fornirvi dei consigli utili.

Cosa sono gli acufeni  

L’acufene è la percezione di un rumore, solitamente un ronzio, un fischio, un sibilo che viene avvertito nelle orecchie o nella testa in assenza di uno stimolo acustico esterno.

Di fatto l’acufene non è una malattia ma è un disturbo aspecifico e altamente soggettivo. Le cause purtroppo non sono note, in alcune situazioni sembra esserci un disturbo dell’apparato uditivo, in altri un deficit nella trasmissione degli impulsi nervosi.

Esistono poi alcune tipologie di acufeni la cui principale causa sembra essere lo stress.

ACUFENI E STRESS: una correlazione da non sottovalutare

Quando siamo sottoposti a forte stress si osserva un aumento nell’organismo dei livelli di un amminoacido, l’acido glutammico, il quale ha anche un ruolo centrale nei meccanismi che consentono di sentire i rumori. Se i livelli aumentano si riscontra un deficit del normale funzionamento.

Ovvero lo stress può causare un aumento degli episodi di acufeni, che a loro volta rendono difficile svolgere le attività quotidiane, come studiare, conversare e soprattutto rilassarsi a causa di un costante ronzio nelle orecchie.

Tutto questo cosa comporta?

Un aumento del grado di stress, che può sfociare in umore depresso, a causa di un’impossibilità nello svolgere le normali attività. Questo stato per altro sembra incrementare l’intensità degli acufeni stessi.

Di fatto si instaura un circolo vizioso che può portare ad un progressivo peggioramento della problematica.

Intervenire con un approccio multifattoriale

Sebbene le cause non siano note, tuttavia un approccio multifattoriale può essere utile:

  • Ridurre i fattori di rischio: ovvero esposizioni a forti rumori. Ad esempio per chi lavora nell’edilizia è bene preservare il benessere dell’udito con protezioni. Ma fate particolare attenzione anche al volume con cui ascoltate la musica dagli auricolari, soprattutto per i più giovani.
  • Pulire le orecchie: può sembrare una banalità tuttavia eseguire periodicamente un’accurata pulizia delle orecchie riduce il rischio che il cerume si depositi, formando tappi.
  • Gestire lo stress: abbiamo visto come sia correlato allo sviluppo di acufeni. In questo ambito è possibile trovare un sostegno anche da sostanze naturali, in particolare quelle:
    • Adattogene che aiutano nella gestione dello stress, come la Rodiola e il Ginseng
    • Rilassanti che mantengono lo stato di serenità durante la giornata, come il Biancospino o la Lavanda, che favorisce il rilassamento anche in caso di stress.
    •  Che migliorano il tono dell’umore; la Melissa ad esempio, oltre a supportare il benessere mentale, migliora anche il tono dell’umore.

E per la notte?

Se convivere con gli acufeni di giorno è difficile, di notte è ancora peggio.

Per ridurli è consigliato dormire appoggiando la testa su 2 cuscini o in alternativa sollevare il materasso in corrispondenza del punto in cui si appoggia la testa.

Utile anche ascoltare dei suoni rilassanti prima di coricarsi per distrarre l’udito dai fischi continui.

Non da ultimo la natura ci viene in aiuto con sostanze che inducono il sonno, come la melatonina[1] o che mantengono un sonno rilassato, come il Luppolo.

Ricordiamo infine l’importanza di sentire il parere di un professionista e di fare una visita specialistica, se si presenta questa problematica.

 

A cura della Dr.ssa Laura Rubini  

 

 

[1] L’effetto benefico della riduzione del tempo richiesto per prendere sonno si ottiene con l’assunzione, poco prima di coricarsi, di 1 mg di Melatonina