Quante volte vi capita di mangiare un gelato o una pizza e di iniziare ad avvertire dei disturbi a livello intestinale? Vi siete mai chiesti come mai da giovani riuscivate a bere un bicchiere di latte tutte le mattine e adesso non riuscite più a digerirlo? Se vi siete identificati in questi esempi, forse anche voi fate fatica a digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte.

Può esservi utile capire come intervenire. Vediamo cos’è il lattosio, come funziona la lattasi, quali sono gli alimenti da evitare e le possibili soluzioni naturali.

Lattosio, che cos’è?

Prima di capire come intervenire, bisogna analizzare cosa impedisce una corretta digestione del lattosio nel nostro organismo.

Il lattosio è uno polisaccaride costituito da due zuccheri semplici, fruttosio e galattosio, uniti tra loro da un legame specifico. Tale legame deve essere spezzato in quanto l’organismo non è in grado di assorbire uno zucchero così grande. Per questo nell’intestino intervengono le lattasi (degli enzimi) che lo tagliano.

La produzione delle lattasi è regolata da un gene del nostro DNA. A causa di mutazioni genetiche di questo gene, alcuni individui producono un quantitativo di lattasi inferiore, quindi potranno digerire quantitativi minori di lattosio.

È questo il motivo per cui una persona può mangiarsi una pizza ai 4 formaggi senza problemi, mentre un’altra ha difficoltà a digerire un caffè macchiato.

Oltre ad una questione genetica, purtroppo il nostro organismo è programmato in modo tale che dopo il primo anno di età la produzione di lattasi si riduca. Questo perché dopo il primo anno il latte non è più l’alimento principale. Questa riduzione progressiva della produzione di lattasi, fa sì che crescendo non siamo più in grado di digerire gli stessi quantitativi di lattosio che si assumevano durante la gioventù.

Quando la Lattasi non basta: i disturbi

Supponiamo quindi di berci un bicchiere di latte (che contiene circa 10 g di lattosio), ma che la lattasi presente nel nostro intestino ne possa digerire solo la metà. Cosa succede in questo caso nell’organismo?

Il lattosio non digerito circola nell’intestino ma non è un ospite “gradito”. Questo perché richiama acqua e conseguentemente sviluppa diversi fastidi, come diarrea, gonfiore e dolore addominale, meteorismo e flatulenza.

I disturbi che si possono manifestare variano per ogni persona. Alcune manifestano anche nausea, mal di testa, spossatezza ed eruzioni cutanee, l’intensità poi dipende dal quantitativo di lattosio assunto e soprattutto da quanta lattasi è presente nell’intestino.

Digerire il Lattosio: alimenti e soluzioni naturali

Se si osservano tali disturbi in seguito all’assunzione di alimenti contenenti latticini, allora è necessario indagarne la causa. È importante quindi per prima cosa effettuare degli esami che consentono di identificare se c’è effettivamente una riduzione della produzione di lattasi. Tra questi ad esempio il Breath Test o il Test Genetico, sono dei test semplici e non invasivi.

Una volta accertata la problematica è necessario limitare il consumo di latticini.

Tuttavia non è possibile eliminare completamente i latticini dalla dieta, poiché questo comporterebbe annullare la convivialità e i momenti di condivisione con amici e parenti. Non sempre infatti si conoscono tutti gli ingredienti che compongono il pasto e i relativi quantitativi di lattosio.

Fortunatamente esiste una soluzione naturale per quando capitano pranzi o cene fuori. In queste situazioni può essere utile assumere un integratore a base di lattasi prima del pasto, per migliorare la digestione del lattosio nelle persone che hanno difficoltà a digerirlo.

Tuttavia, per evitare spiacevoli fastidi dopo il pasto, è bene scegliere un integratore di lattasi di elevata qualità. Attenzione ad alcuni aspetti da considerare durante la scelta dell’integratore:

  • Il quantitativo di lattasi: è il primo aspetto da considerare. È bene leggere sempre l’astuccio dell’integratore e sceglierne uno con elevato quantitativo di lattasi, ad esempio un quantitativo di 15000 unità di lattasi per capsula è sicuramente un quantitativo importante.
  • La capsula gastroresistente: le lattasi svolgono la loro azione nell’intestino quindi è bene che vengano “protette” fino al loro arrivo in questo distretto. La gastroresistenza della capsula permette alle Lattasi di passare indenni dallo stomaco e raggiungere integre il primo tratto intestinale.

Inoltre è bene sottolineare che ognuno di noi ha una diversa tollerabilità al quantitativo di lattosio e non sempre è facile capire quante capsule assumere perché non dipende, come abbiamo visto, solo dal lattosio assunto al pasto. Per questo può essere utile trovare all’interno della confezione un foglietto illustrativo che ne spieghi le modalità di assunzione.

A cura della Dr.ssa Laura Rubini

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