A cura della Dr.ssa Laura Rubini

“Sono passati ormai un po’ di giorni dall’ultima evacuazione”, “ho la pancia gonfia e dura”, “spero di riuscire ad andare in bagno presto”. Se vi riconoscete in queste frasi, è possibile che abbiate un problema di intestino pigro. Avete già provato diverse soluzioni, ma non sono risultate efficaci? Il problema è che in commercio esistono tanti prodotti e non è facile scegliere il rimedio che soddisfa i propri bisogni.

Quando si tratta di intestino pigro?

Nell’immaginario collettivo, irregolarità intestinale significa “evacuare ogni 4-5 giorni”, ma questo è riduttivo perché i disturbi correlati sono molteplici.
Nel caso di intestino pigro, quello che si manifesta è un rallentamento del transito intestinale, di conseguenza le feci, rimanendo a lungo nell’intestino, si disidratano e si induriscono.
Per essere definita stitichezza, oltre a ridotta frequenza all’evacuazione, devono essere presenti altri disturbi, come evacuazioni dolorose e sensazione di svuotamento incompleto dopo l’evacuazione.

Perché ho l’intestino pigro?

I fattori che possono influenzare la regolarità intestinale sono davvero molteplici:

  • Fattori psicologici, come stress, ansia o depressione
  • Scarsa idratazione
  • Dieta povera di fibre
  • Sedentarietà
  • Repressione dello stimolo
  • Alcuni farmaci
  • Gravidanza
  • Patologie endocrine

Intervenire sulle cause

Solo conoscendo le cause si può intervenire per risolvere il problema alla base. Per prima cosa è fondamentale modificare lo stile di vita, mettendo in pratica dei semplici consigli:

  • Aumentare l’assunzione di acqua durante la giornata, è bene bere almeno 1,5 litri fuori dai pasti. Il consiglio è di assumere 2 bicchieri di acqua al mattino, 2 nel pomeriggio e 2 prima di dormire.
  • Incrementare il consumo di fibre, ovvero quella porzione degli alimenti di origine vegetale che transita inalterata nell’intestino, dove assorbe acqua e viene eliminata attraverso le feci. È bene aumentare il consumo di frutta e verdura e preferire farine ai cereali, come pane e pasta integrale o ai 5 cereali.
  • Incrementare l’attività fisica, in particolare attività fisica aerobica, come la camminata, la corsa o il nordic walking possono aiutare a risvegliare l’intestino!
  • Inoltre attività rilassanti, come yoga e meditazione, hanno un’influenza positiva sui fattori psicologici.

Scegliere il rimedio giusto

Se mettere in pratica questi consigli non è comunque sufficiente per risolvere la problematica, si possono trovare diversi aiuti in commercio. Attenzione a scegliere quello giusto, più indicato alle proprie esigenze.

LE FIBRE se il disturbo è lieve
Se il disturbo è lieve ci si può aiutare con integratori a base di fibre. Fatevi consigliare da professionisti perché non tutte le fibre sono uguali, ad esempio quelle solubili sono più delicate sull’intestino e fibre come i fruttoligosaccaridi favoriscono anche l’equilibrio della flora. Inoltre la presenza di sostanze come il finocchio, che favorisce l’eliminazione dei gas intestinali, è utile per ridurre l’insorgenza di alcuni disturbi legati all’utilizzo di fibre.

PRUGNA E LATTULOSIO per tutta la famiglia
Integratori che associano la prugna, che regolarizza il transito intestinale senza causare irritazioni alla mucosa, con il lattulosio, uno zucchero che arriva inalterato fino all’intestino, sono sicuramente utili quando si ha bisogno di un aiuto che sia delicato per l’intestino. Inoltre il lattulosio, in quanto zucchero, rende il prodotto dolce anche nel sapore, facendolo apprezzare anche ai bambini.

SENNA E FRANGULA per l’intestino più ostinato
Per gli intestini più pigri ed ostinati, entrano in gioco due sostanze ben note per la loro capacità nel regolarizzare il transito intestinale: frangula e senna. Queste vengono scarsamente assorbite nell’intestino e la loro presenza nel lume intestinale richiama acqua, supportando il transito intestinale.