Tra i doni della natura il Ginseng è sicuramente quello più apprezzato per corroborare, tonificare, energizzare l’organismo facendo ritrovare potenza, equilibrio ed armonia. L’unicità del Ginseng è dovuta soprattutto al prezioso effetto adattogeno, ovvero la proprietà di aiutare l’organismo nell’adattarsi agli stimoli esterni e alle situazioni che provocano stress; inoltre è in grado di creare sinergia con amminoacidi, sali minerali e moltissime altre sostanze presenti nell’organismo, per un’azione quasi a 360°. Il Ginseng, infatti:

  • riduce la fatica
  • rafforza le condizioni fisiche generali
  • migliora il grado di attenzione e concentrazione
  • favorisce le funzioni depurative volte all’eliminazione delle tossine
  • è un utile coadiuvante in diversi disturbi

Il numero di studi scientifici effettuati in Europa, Stati Uniti, Russia, Giappone e Corea che attestano l’efficacia del Ginseng è sempre maggiore. Il recentissimo nuovo studio della Tongji University School of Medicine (Cina) pubblicato sulla rivista Ethnopharmacology, ha evidenziato la capacità del Ginseng (e in particolare di una sua proteina, la Rb1) di proteggere il cervello dallo sviluppo di patologie degenerative e di favorire una più rapida ripresa delle funzioni neurologiche in caso di ictus cerebrale. Lo scopo dei ricercatori che hanno portato avanti quest’ultimo studio era di analizzare l’effetto dell’estratto di radice di Ginseng su popolazioni di topi colpiti da ictus ischemico. Un ictus ischemico è la morte di parte delle cellule cerebrali conseguente al momentaneo mancato apporto di ossigeno, causato da varie possibili circostanze. La sua gravità dipende dalla durata dell’interruzione dell’afflusso di ossigeno, e dalla vastità della regione interessata. I topi dello studio, che presentavano in partenza le stesse condizioni in seguito ad ictus ischemico, sono stati divisi in due gruppi. Il primo gruppo ha ricevuto Ginsenoside Rb1 (GRb1), una proteina presente nel Ginseng. Il secondo gruppo (gruppo di controllo) no. Dopo pochi giorni di studio, i topi del primo gruppo presentavano una migliore ripresa delle funzioni cerebrali, ed un maggior numero di cellule staminali cerebrali attive (si tratta delle cellule che, differenziandosi e maturando, generano i neuroni). Dovendo consigliare ai topini dello studio, o a chiunque volesse migliorare la qualità della propria vita tramite l’assunzione di Ginseng, quale tipo di Ginseng potrebbe essere il migliore e più indicato per qualità ed efficacia, gli esperti segnalerebbero molto probabilmente il Ginseng coreano (Panax CA Meyer). Sarebbe infatti sbagliato pensare che tutte le specie di Ginseng siano uguali per contenuto; immaginiamo anche solo le differenze dovute a composizione del terreno, e metodo di coltura! Un estratto di Ginseng coreano di alta qualità può arrivare a contenere fino a 36 tipi di ginsenosidi, mentre il Ginseng americano ne può vantare semplicemente 13 e quello giapponese 14. Le ragioni di tutto questo sono molteplici, ad esempio la lavorazione che prevede l’utilizzo di radici intere, fondamentale per ottenere un estratto completo e con un contenuto bilanciato di ginsenosidi. Le radici frammentate producono un estratto di minore qualità. Anche nel vasto mondo del Ginseng coreano, comunque, alcune varietà si distinguono dalle altre. Una di queste è il Ginseng Il Hwa Sigillo Oro, la cui eccellente qualità è attestata anche da alcuni istituti italiani. Questo marchio garantisce tecnologie di accurata estrazione (a bassa temperatura per non alterare i principi vitali), che permette di recuperare la radice integra e al suo giusto stato di maturazione, ovvero ad un’età di 5-6 anni. Inoltre, nella coltivazione e successiva lavorazione delle radici, non vengono utilizzati pesticidi, coloranti o conservanti.

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