Rimasi esterefatta dalla struttura dell’intestino quando la studiai per la prima volta. E ancora oggi mi stupisco di come sia possibile che sia lungo 7 metri e che abbia una supericie pari a 2 campi da tennis!

Non solo, la sua organizzazione è rigorosa, per non parlare poi della popolazione che vive al suo interno, il microbiota.  Le funzioni principali dell’intestino sarebbero quelle di protezione e di selezione, eppure fa molto di più. Si può dire che dall’intestino parta il nostro benessere, ma purtroppo anche molte problematiche, alcune che coinvolgono organi o sistemi lontano da esso. Insomma tutto parte da lui.

Mantenere in salute l’intestino è la prima cosa che dobbiamo consigliare, ma per farlo dobbiamo innanzittutto conoscerlo al meglio, per quanto possibile visto che non finisce mai di stupirci.

Intestino: tanto straordinario quanto complesso

L’intestino rappresenta l’interfaccia con l’ambiente esterno. Per poter esplicare le sue due principali funzioni, ovvero di difesa e di selezione di ciò che serve all’organismo, necessita di una struttura ben organizzata. Esso infatti, partendo dal lume intestinale, è costituito da:

  1. Microbiota
  2. Mucosa intestinale
  3. Enterociti uniti tra loro a formare un filtro
  4. GALT, insieme di cellule adibite alla difesa immunitaria innata

Mucosa intestinale, enterociti e GALT costituiscono la barriera intestinale.

Quindi il Microbiota, insieme di 100 miliardi di microrganismi simbiotici,  e la barriera intestinale rappresentano le due strutture cardine dell’intestino.

Il microbiota ha diverse funzioni:

  • Funzione protettiva: contro i patogeni.
  • Funzione strutturale: aiuta a mantenere forti i legemi tra gli enterociti (tight juction) che formano il filtro.
  • Funzioni metaboliche: consente il continuo rinnovo degli enterociti (che vivono solo pochi giorni) e sintetizzano gli acidi grassi a corta catena (SFCAs).

Le funizoni della barriera intestinale non sono meno importanti, anzi:

  • Regola l’assorbimento dei nutrienti, impedisce il passaggio di allergeni, patogeni e tossine.
  • Rappresenta il sistema immunitario, il 70% delle cellule del sistema immunitario si trovano qui.

Tanti disturbi, origini diverse

In base a quale delle due strutture risulta in deficit, si possono manifestare problematiche ben diverse:

  • INTESTINO GOCCIOLANTE: o più tecnicamente Leaky gut syndrome, è l’iceberg dei problemi intestinali, poichè difficile da identificare, ma causa di disturbi intestinali e sistemici ricorrenti.

Il problema è a livello della barriera intestinale, poiché la famosa membrana filtrante creata dagli enterociti non è più efficiente. Dal momento che gli enterociti non sono più connessi tra loro, si creano delle fessure da cui passa tutto ciò che non dovrebbe passare, tossine, allergeni, patogeni, con conseguente assorbimento degli stessi. Questo cosa comporta?

  1. A livello intestinale si osserva infiammazione cronica che si manifesta con disturbi intestinali quali bruciore, diarrea, gas, feci con muco. Il campanello d’allarme di questo problema è il fatto che tali fastidi si ripresentano continuamente.
  2. A livello sistemico può portare a problematiche che coinvolgono la pelle (eczema, psoriasi), la tiroide, il sistema adrenergico (fatica), l’umore e molto altro.
  1. DISBIOSI INTESTINALE: il numero di batteri benefici del microbiota viene meno, a favore, purtroppo, di quelli patogeni. Sebbene il suo coinvolgimento a livello intestinale è abbastanza noto a tutti (diarrea, sindrome intestino irritabile ecc), meno note invece sono le conseguenze a livello sistemico di una disbiosi cronica. Diverse evidenze, infatti, la correlano a disturbi metabolici, come dislipidemie, obesità e sindrome metaboliche[1][2]. Sempre maggiori anche le evidenze scientifiche che correlano disbiosi cronica ad ansia, depressione e altri disturbi del SNC[3].

Bastano i probiotici?

Dovremmo rispondere all’unisono “No, non bastano sempre”.

Perché i probiotici (magari in associazione a prebiotici), sono utilissimi in situazioni di disbiosi; tuttavia, non bastano se i disturbi sono ricorrenti oppure se si identificano disturbi a livello sistemico. Perché tali segnali, come visto, identificano un deficit a livello della barriera intestinale.

Quindi, per prima cosa, è utile riparare e supportare la barriera intestinale. Solo in un secondo momento ha senso ripopolare l’intestino, magari utilizzando non solo probiotici e prebiotici ma anche i postbiotici.

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A cura della Dr.ssa Laura Rubini

 

MATERIALE INFORMATIVO RISERVATO AL CORPO PROFESSIONALE NEI SETTORI DELLA MEDICINA, DELLA FARMACIA, DELL’ERBORISTERIA E DELL’ALIMENTAZIONE, DA NON DIVULGARE AL PUBBLICO.

 

[1] Peter J Turnbaugh et al. An obesity-associated gut microbiome with increased capacity for energy harvest, Nature 2006

[2] Ruth et al. Microbial ecology: human gut microbes associated with obesity. Nature 2006

[3] Halverson T, Alagiakrishnan K. Gut microbes in neurocognitive and mental health disorders. Ann Med. 2020