A cura della Dr.ssa Silvia Oberti
Il Ginseng è sicuramente un rimedio molto noto, ma proprio questa sua notorietà ha portato a parecchia confusione. Perché i prezzi sono così diversi? Perché alcuni danno eccitazione ed altri no? Come faccio a essere tranquillo nel consigliarlo?
Cerchiamo di vedere queste differenze a cosa sono dovute e come consigliare al meglio e nel modo più sicuro il nostro consumatore.
I ginseng: parliamo al plurale
Dobbiamo innanzitutto fare chiarezza sulla specie di Ginseng. In natura ne esistono infatti diverse, il più famoso e quello di nostro interesse è il Panax ginseng C.A. Meyer, comunemente conosciuto come Ginseng coreano. Questo è il più pregiato in quanto contiene il maggior numero di ginsenosidi, responsabili delle azioni della pianta.
Altre specie, quali il Panax quinquefolium (Ginseng americano), Panax pseudoginseng (Ginseng hymalaiano) etc, presentano un numero inferiore di ginsenosidi. Ogni tipo di ginsenoside possiede una particolare azione, di conseguenza meno ginsenosidi sono contenuti nella specie scelta, meno completa risulterà l’attività rispetto a quella del Ginseng coreano.
Ginseng bianco o Ginseng rosso?
Una volta accertata la specie è importante indagarne la lavorazione. Una lavorazione condotta a bassa temperatura e sotto vuoto consente di conservare intatti il maggior numero di ginsenosidi. Sicuramente risulta più lunga ed onerosa, ma assicura un’elevata qualità e migliori risultati. In questo modo si ottiene il Ginseng bianco.
Se la lavorazione avviene ad alta temperatura, richiede meno tempo ed è più economica. Tuttavia in questo caso parte dei ginsenosidi vengono degradati durante la lavorazione e si perde parte dell’effetto. Il Ginseng che si ottiene con questo metodo, per la colorazione che assume, prende il nome di Ginseng rosso.
Le sue proprietà
Il nome Panax deriva dal greco panakéia, panacea, che significa “rimedio a tutto”. Questa sua origine si rispecchia nella sua proprietà tonico-adattogena. Un adattogeno pone l’organismo nelle migliori condizioni per affrontare qualsiasi ostacolo si trovi di fronte, dalle sfide quotidiane, ai cambi stagione, a problematiche più specifiche.
Da solo contribuisce alla normale vitalità dell’individuo, a conservarne la lucidità mentale e le performance cognitive. In associazione ad altri componenti andrà invece ad esaltarne l’azione.
Un Ginseng bilanciato
Queste proprietà si ottengono solamente con un Ginseng della giusta specie, che ha subito la miglior lavorazione e di cui è stata utilizzata la radice intera. Radichette (le piccole radici laterali) e fittone (la parte centrale più corposa) hanno infatti proprietà diverse e solo l’utilizzo della totalità della radice consente di avere le azioni dichiarate.
L’utilizzo delle sole radichette (che costano meno) è anche il motivo per cui alcuni consumatori accusano palpitazioni o senso di agitazione dopo il consumo di Ginseng. Basta quindi sceglierlo attentamente.
PER SCEGLIERE IL GINSENG VERIFICARE
Specie – Parte della pianta utilizzata – Tipo di lavorazione
Come consigliarlo
Il Ginseng, con la sua azione adattogena, può essere utilizzato come base per tutti i trattamenti da chiunque, dai bambini agli anziani, senza alcuna controindicazione. Molto consigliato nei periodi di cambiamento, sia stagionali, che privati e di particolare stress.
Il modo più classico per assumerlo è attraverso l’estratto molle, ma per chi non ne apprezza il gusto sono in commercio comodi flaconcini aromatizzati o capsule con estratto secco. In qualsiasi caso è bene consigliarlo distanziato dal caffè di qualche ora.
