Sarà capitato anche a voi di sentirvi inebriati dal magnifico aroma di un olio essenziale e chiedervi: Come è possibile che una boccetta così piccola possa essere tanto potente?
La risposta è semplice, se è di qualità un olio essenziale si sente!
Tuttavia, non basta solo l’olfatto per riconoscere un prodotto di qualità.
Sebbene la componente emotiva giochi sicuramente un ruolo principale nel portare un cliente all’acquisto di un’essenza, per un professionista è necessario avere molte più informazioni per poter distinguere un olio essenziale di qualità da uno che non lo è.
I fantastici 4!
Tra le caratteristiche che un olio essenziale deve avere, sono quattro quelle che dovete conoscere e ricordare per fare una scelta consapevole per voi e per i vostri clienti.
- Purezza: gli oli essenziali sono miscele pure al 100%. Non devono contenere componenti aggiuntivi come proteine, zuccheri, vitamine o minerali.
- Definizione biochimica: un olio essenziale deve essere botanicamente e biochimicamente definito. Ciò significa che è necessario conoscere il nome botanico della pianta da cui è stato ottenuto e anche la parte della pianta che è stata usata, oltre che il metodo di estrazione scelto.
Una pianta può produrre diversi oli essenziali a seconda delle condizioni di crescita (tipologia di suolo, disponibilità idrica, esposizione solare, …) a cui è sottoposta e anche della parte della pianta che viene utilizzata.
I diversi oli essenziali di una pianta si differenziano in base al CHEMOTIPO (ct.), ovvero in base ai costituenti chimici maggiormente presenti. Inoltre, il chemotipo definisce l’utilizzo dell’olio essenziale. Facciamo un esempio per capire meglio il concetto di chemotipo. La pianta di Rosmarino officinalis può avere tre diversi chemotipi:
- Rosmarino ct. canfora: la molecola chimica che prevale è la canfora. La sua azione è antiinfiammatoria.
- Rosmarino ct. cineolo: la molecola chimica che prevale è l’1,8-cineolo. La sua azione è espettorante.
- Rosmarino ct. verbenone: la molecola chimica che prevale è il verbenone. La sua azione è a livello epatico.
- Chemotipizzazione: si tratta di analisi quali-quantitative associate (gas cromatografia + spettrometria di massa) che permettono di identificare tutte le molecole chimiche presenti nell’olio essenziale e la quantità di ognuna di esse. Queste analisi sono importanti per identificare l’intero chemotipo di un olio essenziale.
- Preziosità: gli oli essenziali hanno rese diverse. Facciamo degli esempi: per ottenere 1 Kg di olio essenziale sono necessari:
- 6 Kg di chiodi di garofano
- 100 Kg di fiori di lavanda
- 4000 Kg di petali di rosa
Conoscere le rese di estrazione di un olio essenziale è importante per capire se il prodotto che abbiamo di fronte è veramente di qualità. Un olio essenziale di rosa che viene venduto ad un prezzo inferiore a quello di chiodi di garofano molto difficilmente potrà essere un’essenza di rosa pura né tantomeno di qualità.
Certificazioni che riconoscono la qualità
Forse starete pensando che manca qualcosa. Lo sappiamo anche noi, oggi se un prodotto non è certificato Biologico o non è indicato che è adatto ai Vegani, una buona fetta di consumatori non lo prende neanche in considerazione.
Giustamente, l’attenzione da parte dei clienti verso la sostenibilità ambientale sta crescendo sempre di più. Anche l’aromaterapia lavora con questi obbiettivi infatti gli oli essenziali di maggiore qualità sono quelli che presentano questa certificazione.
Packaging protettivo degli oli essenziali
Un ultimo aspetto che dovete ricordare quando valutate la qualità di un olio essenziale è il packaging in cui esso è contenuto. Gli oli essenziali sono sostanze grasse, che possono essere soggette ad ossidazione e alterazione delle proprie caratteristiche organolettiche e chimiche.
I materiali che maggiormente proteggono dall’ossidazione sono il vetro, quale materiale inerte e una colorazione scura, come il viola, protegge dalla luce. Ora hai tutte le conoscenze per saper riconoscere, scegliere e proporre un olio essenziale di qualità. Sostieni la scelta emotiva di una fragranza con la scienza che l’accompagna.
A cura della Dr.ssa Chiara Facchinetti
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