Qual è quel problema che colpisce le donne di tutte le età (nel periodo fertile, in menopausa, in gravidanza) e che può coinvolgere anche gli uomini? La sintomatologia è alquanto riconoscibile: prurito, irritazione e perdite vaginali; l’eziologia invece non è così facile da distinguere. Stiamo parlando della Candida o meglio, delle affezioni vaginali di varia natura.
Candida, candidosi, vaginiti, vaginosi: cosa cambia?
Perché tanti termini differenti per la stessa problematica? In realtà non è proprio così, facciamo chiarezza. Innanzitutto, la Candida è il fungo (Candida albicans) che causa la Candidosi vaginale, ovvero l’infezione. Il termine vaginite, invece, viene usato per indicare una condizione infiammatoria o un’infezione di varia origine della vagina, che può essere batterica o micotica. Se invece l’infezione causa degli squilibri del micriobiota allora si parla di vaginosi: Vaginosi batterica in caso di infezione da batteri e Vaginosi micotica, o candidosi, se la causa è la Candida.
Le cause alla base
Sebbene abbiamo parlato di infezioni, non sono queste la causa alla base bensì un deficit dei meccanismi di difesa. L’ambiente vaginale, infatti, presenta i seguenti sistemi di difesa:
- pH vaginale: l’acidità dell’ambiente vaginale, in particolare nel periodo fertile, ostacola lo sviluppo di germi patogeni.
- Microbiota: il microbiota vaginale compete con i patogeni proteggendo l’ambientale vaginale degli stessi. È il microbiota intestinale tuttavia a condizionare quello vaginale, se il primo è in eubiosi lo sarà anche il secondo, viceversa una disbiosi intestinale induce una disbiosi vaginale.
Solo quando tali sistemi vengono meno l’ambiente risulta maggiormente esposto a infezioni.
Perché le donne in età fertile sono più esposte?
Il 70% delle donne in età fertile presenta il problema almeno una volta l’anno[1], in quanto maggiormente esposte a situazioni che alterano il pH vaginale:
- Il flusso mestruale alza il pH vaginale, rendendo l’ambiente più basico
- Il liquido seminale maschile ha un pH leggermente alcalino e può andare ad aumentare quello vaginale
Queste condizioni espongono la donna in età fertile ad un aumentato rischio. Tuttavia, se il microbiota è in eubiosi risulta essere maggiormente protetta, rispetto ad una donna con disbiosi intestinale.
Ci sono altre abitudini scorrette che possono aumentare il rischio:
- Detergenti con pH basico e eccessivo utilizzo di lavande vaginali
- Alimentazione ricca di zuccheri e lieviti
- Igiene vaginale non sempre idonea: un esempio è l’uso continuativo di assorbenti interni
Un unico approccio multifattoriale
L’approccio principale per questa problematicha sono i gel vaginali, ma quali caratteristiche tenere in considerazione nella scelta?

- Che sia ad “ampio spettro”: poiché la manifestazione è simile sia in caso di affezioni batteriche che funginee, spesso è utile un gel vaginale che agisca su entrambe. Ad esempio i gel a base di acido borico esplicano proprietà antibatteriche e antimicotiche. L’acido borico infatti ha evidenze sia per vaginiti da Candida Albicans[2] che da Trichomonas vaginalis[3].
- Che ripristini l’ambiente vaginale: ovvero idrati le mucose e abbassi il pH.
- Con azione letiva rapida: la donna cerca sollievo dal prurito in tempi brevi. Meglio se il gel può essere applicato sia internamente che esternamente, così da raggiungere tutti i distretti.
E quando i disturbi sono ricorrenti?
Se la donna torna da voi frequentemente con questa problematica, significa che non si sta lavorando alla base del problema: il microbiota intestinale. Come abbiamo visto un microbiota intestinale non in equilibrio si ripercuote a livello vaginale, quindi, oltre ad intervenire localmente con gel è necessario agire sull’intestino, così da riequilibrare la flora intestinale, ad esempio con prebiotici e probiotici tindalizzati.
Alle donne con disturbi ricorrenti consiglia a cicli un’integrazione che ripristini la flora intestinale e al contempo apporti estratti con azione antimicrobica o specifici per le ricadute, come la Pseudowintera[4]. Un ultimo consiglio, se la donna è in età fertile ricordati che la mestruazione innalza il pH vaginale, quindi, per evitare le continue ricadute, puoi consigliare un integratore, con le caratteristiche di cui sopra, tutti i mesi nei giorni delle mestruazioni.
A cura della Dr.ssa Laura Rubini
[1] Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute Scuola di Dottorato in Scienze Biomediche Cliniche e Sperimentali Epidemiologia delle infezioni da Candida
[2] De Seta F et. al. Antifungal mechanisms supporting boric acid therapy of Candida vaginitis. J Antimicrob Chemother. 2009
[3] Brittingham A, Wilson WA. The antimicrobial effect of boric acid on Trichomonas vaginalis. Sex Transm Dis. 2014
[4] Kumari A et. al. Protective effect of an oral natural phytonutrient in recurrent vulvovaginal candidiasis: a 12-month study. J Biol Regul Homeost Agents. 2011
