L’ultima tematica che affronteremo in questo percorso dedicato all’ansia riguarda i disturbi del sonno.
Tendenzialmente l’insonnia viene gestita come mera conseguenza di una problematica d’ansia, considerazione spesso corretta, ma non sempre, in quanto l’insonnia non è solo una conseguenza ma è un disturbo vero e proprio, che necessita un approccio specifico.
1.Cosa sono i disturbi del sonno?
Secondo il DSM-5, manuale di riferimento per le problematiche legate all’ansia, il disturbo del sonno comprende ben 10 sottogruppi. Di questi l’insonnia è quello maggiormente diffuso, stime sulla popolazione italiana, infatti, indicano che 1 adulto su 3 riferisce sintomi da insonnia[1].
Gli individui con disturbi del sonno lamentano insoddisfazione riguardo alla qualità, alla collocazione temporale e alla durata del sonno. Lo stress e la compromissione delle attività diurne sono gli aspetti essenziali condivisi da tutti questi disturbi del sonno-veglia.
La preoccupazione legata al sonno può contribuire allo sviluppo di un circolo vizioso: più l’individuo si sforza di dormire, più cresce la frustrazione e si compromette ulteriormente il sonno. Inoltre gli individui con insonnia persistente possono anche acquisire abitudini e convinzioni del sonno inadeguate.
2.Come si riconoscono?
L’aspetto che lamenta chi ne soffre è l’insoddisfazione riguardo la quantità e qualità del sonno, tuttavia le manifestazioni d’insonnia possono verificarsi in momenti differenti:
- In fase iniziale, espressa come difficoltà ad addormentarsi
- In fase centrale, che si manifesta con frequenti risvegli notturni
- In fase tardiva, caratterizzata da risveglio mattutino precoce
Un’altra manifestazione è rappresentata invece da sonno non ristoratore, ovvero qualità scadente del sonno, che non lascia l’individuo riposato al momento del risveglio, nonostante una durata del sonno adeguata.
3.Come sintonizzarsi con il consumatore?
Nel caso in cui il consumatore ha già metabolizzato di avere questo disturbo, è più facile sintonizzarsi con lui perché è consapevole delle conseguenze ed è disposto ad accettare consigli.
La difficoltà maggiore si osserva quando il consumatore non ha metabolizzato di aver un problema o peggio lo sottovaluta, spesso si presenta chiedendo un supporto per la stanchezza, o per la difficoltà di concentrazione o l’irritabilità. La difficoltà qui è duplice, dovete prima identificare voi l’esistenza di tali disturbi, ovviamente facendo domande sulla qualità del sonno, e quindi far metabolizzare al consumatore che ha un problema di disturbo del sonno, magari di origine psicoemotiva.
4.Che consigli pratici fornire?
Ci sono alcuni consigli pratici da fornire per migliorare la gestione del sonno:
- L’aspetto più importante è quello di modificare le proprie abitudini, è consigliato svegliarsi e coricarsi a orari regolari, l’ideale sarebbe di andare a letto sempre allo stesso orario, considerando un sonno di almeno 7 ore, e soprattutto non utilizzare dispositivi tecnologici prima di coricarsi.
- Evitare di svolgere attività stimolanti nelle ore serali, lo sport ad esempio non dovrebbe essere praticato oltre le 20:00
- Curare la dieta: è importante consumare cene leggere ed evitare sostanze che inducono un prolungato stato di allerta, come caffeina, zucchero, tè verde, guaranà e ginseng.
5.Quale prodotto consigliare?
Quando si consiglia un prodotto per il sonno bisogna considerare che nella maggior parte dei casi il soggetto manifesta sia insonnia iniziale che centrale. Di conseguenza il prodotto ideale deve essere in grado di manifestare una rapida azione, per indurre il sonno, e al contempo anche un’azione prolungata nel tempo, per assicurare un rilassamento per tutta la notte, almeno 7-8 ore.
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A cura della Dr.ssa Laura Rubini
[1] https://www.ospedaleniguarda.it/news/leggi/insonnia-non-chiude-occhio-1-italiano-su-3
