Carenza di Vitamina D: perché è importante, sintomi, valori e come evitarla
Vi è mai capitato, almeno una volta, dopo una visita dal medico o dopo aver effettuato degli esami del sangue, di sentirvi dire:
“Lei è carente di Vitamina D”?
Se la risposta è sì, allora questo articolo è per voi. Faremo chiarezza sull’importanza della vitamina D, un micronutriente fondamentale che troppo spesso viene sottovalutato.
Vitamina D: perché è importante?
La Vitamina D, conosciuta anche come colecalciferolo (D3) o ergocalciferolo (D2), è una vitamina liposolubile essenziale per il corretto funzionamento dell’organismo.
Svolge un ruolo chiave in diverse funzioni fisiologiche:
- Ossa e denti: contribuisce al mantenimento di ossa e denti normali, supportando l’assorbimento e l’utilizzo di calcio e fosforo.
- Sistema immunitario: supporta le normali difese dell’organismo.
- Muscoli: contribuisce al mantenimento della normale funzione muscolare.
È evidente, quindi, come una carenza di vitamina D possa avere un impatto significativo e negativo sullo stato di salute generale.
Una carenza globale
Nonostante la sua importanza, la carenza di vitamina D è un problema diffuso a livello mondiale: oltre 1 miliardo di persone presenta livelli insufficienti o carenti.
In Italia, circa il 50% della popolazione ha valori non adeguati di vitamina D. Le categorie più colpite sono gli anziani e le donne: oltre l’80% delle donne sopra i 70 anni risulta carente [1].
Le conseguenze non sono trascurabili:
ossa fragili, fastidi muscolari e articolari, fatigue, stanchezza persistente, debolezza muscolare, maggiore suscettibilità alle infezioni, difficoltà di concentrazione. Tutti fattori che incidono direttamente sulla qualità della vita.
Come possiamo evitare che ciò accada?
La carenza di vitamina D non dipende solo da fattori fisiologici come età avanzata, invecchiamento o menopausa.
Anche lo stile di vita gioca un ruolo determinante.
Il nostro organismo è in grado di sintetizzare autonomamente la vitamina D grazie all’esposizione ai raggi solari. Tuttavia, negli ultimi anni il tempo trascorso all’aria aperta si è drasticamente ridotto, con un impatto diretto sui livelli di vitamina D.
A contribuire sono diversi fattori:
- lavori sempre più sedentari
- prevalenza di illuminazione artificiale
- riduzione del tempo dedicato all’attività fisica
- condizioni di salute associate a bassi livelli di vitamina D (obesità, diabete mellito, osteoporosi, invecchiamento)
- apporto alimentare inadeguato
Una dieta con la D maiuscola
L’esposizione al sole è fondamentale, ma non sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano di vitamina D. La strategia più efficace è integrare nella dieta alimenti ricchi di vitamina D.
Tra le principali fonti animali di Vitamina D3 troviamo:
- pesce grasso (salmone, aringhe, sgombro, pesce spada)
- olio di fegato di merluzzo
- tuorlo d’uovo
- fegato
- latte e yogurt
Esistono anche fonti di origine vegetale, come:
- funghi
- fagioli
- verdure verdi
Questi alimenti apportano prevalentemente ergocalciferolo (Vitamina D2).
Dalla teoria alla pratica…
A questo punto è utile porsi una domanda chiave:
la mia età, il mio stile di vita e la mia alimentazione sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno di vitamina D?
L’unico modo per saperlo con certezza è attraverso una misurazione tramite esami del sangue.
I valori di riferimento della vitamina D sono:
- 40–60 ng/ml: valori ottimali
- < 20 ng/ml: livelli insufficienti
- < 30 ng/ml: carenza
Azione
In caso di carenza o livelli insufficienti di vitamina D, diagnosticati dal medico, è possibile intervenire su più fronti: stile di vita, alimentazione e supplementazione mirata.
Esistono diversi integratori di vitamina D. Alcuni sono formulati con Vitamina D3 da fonti vegetali, come il lichene islandico (Cladonia rangiferina (L.) Weber). Questa soluzione garantisce:
- un apporto giornaliero elevato di vitamina D
- un contenuto superiore al 100% della VNR [2]
- idoneità anche per persone vegane, spesso più esposte a bassi livelli di vitamina D
Con la giusta attenzione, anche tu potrai non sentire più la mancanza della vitamina D.
A cura della Dott.ssa Chiara Facchinetti
