Nonostante negli anni l’interesse e la conoscenza verso i benefici degli Omega 3 sia cresciuta rimangono ancora molti i dubbi.

Se provate a chiedere al vostro AI (Artificial Intelligence) quali sono le principali domande che maggiormente vengono fatte sugli Omega 3, la risposta vi sorprenderà:

  • A cosa servono? 
  • Per chi sono consigliati? 
  • Quando prenderli? 
  • Quanto prenderne? 
  • Quali sono gli effetti collaterali? 
  • Chi dovrebbe evitare di assumerli? 
  • Come si scelgono i prodotti? 
  • Si possono prendere con altre sostanze? 

Proprio così, come potete vedere, non c’è una domanda che viene posta più spesso delle altre, ma tutto l’argomento omega 3 è ancora una grande incertezza.

Di seguito cercheremo di dare risposta ai dibattiti ancora in essere, per aiutarvi nel fare chiarezza su cosa sono, come possono essere utilizzati e come scegliere gli omega 3.

 

A cosa servono e per chi sono consigliati?

Gli omega 3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali che, grazie al contenuto di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) sono in grado di apportare benefici alla salute.

EPA e DHA sono nutrienti importanti[1]:

  • Un apporto giornaliero di 250 mg di DHA contribuisce al mantenimento della funzione cerebrale e visiva
  • Insieme, un apporto giornaliero di 250 mg di EPA e DHA contribuisce alla normale funzione cardiaca.
  • Apporti elevati di Omega 3 (EPA e DHA), nell’ordine dei grammi al girono[2], possono contribuire a mantenere i normali livelli di trigliceridi e la normale pressione sanguigna.

Le fonti alimentari che, attraverso una dieta equilibrata, aiutano a raggiungere il fabbisogno giornaliero di Omega 3 sono molteplici: pesci (salmone, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, tonno, merluzzo, nasello), crostacei e molluschi; alghe; Oli (Krill, fegato di merluzzo); tuorlo d’uovo; bottarga.

Ne esistono anche di origine vegetale in grado di apportare ALA (Acido Alfa-Linoleico, precursore di EPA e DHA) come, semi di lino, frutta secca (noci) e oli derivati, olio di soia.

Tuttavia, chi segue una dieta poco varia o con restrizioni alimentari, come ad esempio vegetariani o vegani, o chi ha fabbisogni aumentati come donne in gravidanza, anziani o sportivi, potrebbe non raggiungere un apporto sufficiente di questi nutrienti con la sola dieta.

In questi soggetti sarebbe opportuno valutare un’integrazione di Omega 3.

 

Quando prenderli e quanto prenderne?

Gli ultimi studi hanno dimostrato che, l’assunzione durante il pasto può facilitare l’assorbimento di Omega 3; soprattutto quando il pasto contiene una buona quantità di grassi.

L’assunzione al pasto aiuta anche a contrastare il fastidioso “retrogusto di pesce”, che, alcune volte può manifestarsi dopo l’assunzione dell’integratore.

Per quanto riguarda il dosaggio, come già sottolineato, gli Omega 3 possono avere dosaggi differenti, in base alla specifica necessità.

Tuttavia, è il medico che consiglia al paziente un’integrazione di Omega 3, con un preciso dosaggio, per supportare una specifica funzione.

 

Come sceglierli?

Sicuramente un primo aspetto da valutare, in un integratore alimentare, è l’apporto di EPA e DHA per dose giornaliera.

Non solo, oltre al rapporto EPA / DHA è importante anche la tipologia di Omega 3. Infatti, in base alla tipologia varia la biodisponibilità degli stessi Omega 3.

Per esempio, Omega 3 in formato di Trigliceridi riesterificati (r-TRG) sono più biodisponibili degli Omega 3 in formato di Etil Esteri (EE).

Questa informazione è qualche volta difficile però da reperire in etichetta, perché non riportata.

Non temete, vi basterà chiamare l’azienda produttrice dell’integratore e chiedere.

Anche la purezza è importante!

Tra tutte le fonti disponibili, l’olio di pesce è ancora oggi la fonte di Omega 3 più utilizzata negli integratori alimentari.

Per questo motivo, altri aspetti da considerare nella scelta di un integratore alimentare di Omega 3 sono i seguenti:

  • Tipologia di pesce da cui si ottiene l’olio: pesci più piccoli come le acciughe selvatiche sono da preferire in quanto si trovano ai piedi della catena di bioaccumulazione dei metalli pesanti.
  • Allevamento/ Selvatico: il pesce di allevamento tende ad avere un contenuto minore di Omega 3 rispetto a quello selvaggio, a causa delle differenze nella dieta.
  • La zona di pesca: da preferire la pesca in acque libere e incontaminate, come al largo delle coste del Perù, nell’Oceano Pacifico.
  • Associazione con Vitamina E: diversi studi dimostrano che l’assunzione concomitante di Omega 3 e Vitamina E determina un’azione sinergica nel controllo dei trigliceridi.

 

Possibili effetti collaterali?

I più comuni possibili disturbi sono a livello gastrointestinale (nausea, diarrea e il fastidioso retrogusto di pesce).

Per chi è in trattamento con farmaci anticoagulanti l’integrazione con Omega 3 potrebbe potenziare l’azione del farmaco aumentando il rischio di emorragie, specialmente ad alti dosaggi.

Per questi motivi, in caso patologie, gravidanza, allattamento o se si assumono altri farmaci o integratori è sempre consigliato consultare il medico prima di assumere un integratore di Omega 3.

Ecco svelati tutti i segreti di un Omega 3 di qualità!

Non fatevi trovare impreparati; queste preziose informazioni vi daranno la sicurezza di cui avete bisogno quando vi troverete a dover scegliere tra una vasta proposta di integratori alimentari di Omega 3.

 

A cura della Dott.ssa Chiara Facchinetti

 

Leggere le avvertenze prima di assumere i prodotti. Si ricorda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Per maggiori informazioni sui prodotti ti ricordiamo che dal lunedì al venerdì un esperto è disponibile al Numero Verde 800 254142.
[1] REGOLAMENTO (UE) N. 432/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 maggio 2012. Allegato- “Elenco delle indicazioni sulla salute consentite”
[2]  Non superare il livello di assunzione giornaliera supplementare di 5 g di EPA e DHA combinati.